COMUNICATO STAMPA
DEL 7 MAGGIO 2010
ATTENTI A NON ISTIGARE UNA CACCIA ALLE STREGHE, NON CI STIAMO A CHE PASSINO MESSAGGI MASSONOFOBI.
Ci risiamo, sembra di essere ritornati al 2007, gli stessi titoli cubitali, per indicare la Massoneria collusa con fatti reato.
Malgrado abbiamo molta fiducia e stima delle Istituzioni dello Stato, quanto amiamo i principi stessi della Nostra Istituzione, auspichiamo che non vi siano ancora una volta, (l’ennesima,) istigazioni a credere che attraverso la massoneria si possa delinquere.
Riteniamo da par nostro che troppo facilmente si infiammino gli animi degli untori che gridano alla peste, nondimeno, l’uso disinvolto del termine “massoneria” connesso a fatti politici, ancorché di tangentopoli varie, può creare un clima da caccia alle streghe che nuoce gravemente a tutta l’Istituzione, nella sua ampiezza e trasversalità.
Qui non si tratta di difendere i campanili, chiunque, di qualunque famiglia massonica può commettere degli errori, dei quali sia chiaro pagherebbe personalmente, ma questo non deve portare detrimento al buon nome della massoneria stessa.
Negli ultimi trent’anni, si è assistito e si è letto di numerose indagini che vocate ad indagare sulla massoneria gonfiandosi a dismisura, hanno visto commettere errori che hanno devastato singole vite irreparabilmente, salvo poi scoppiare in mano di qualcuno come bolle di sapone.
Senz’altro, avendo stima degli inquirenti, riteniamo che fatti reato siano sussistenti nelle vicende connesse alla bomba mediatica di queste ultime ore, ma siamo sufficientemente scafati da credere che la massoneria serva a far vendere di più, quanto non che sia attraverso l’appartenenza di uno o più soggetti ad essa che aggravi i medesimi.
L’ appartenenza alla massoneria, è e deve essere un titolo di merito sociale, ed ove qualcuno sbaglia, confidiamo che i vertici di quella famiglia sappiano opportunamente regolarsi e collaborare per il trionfo della giustizia, ma non ci stiamo a far passare il messaggio che attraverso la massoneria si possa assicurarsi poteri ed indebiti introiti.
Senza parlare per altre famiglie massoniche, siamo certi di interpretarne i legittimi sentimenti di appartenenza, che esulano dalle divergenze di vedute esistenti, auspicando di essere condivisi nella necessità di salvaguardare l’Istituzione nella sua ampiezza da messaggi che ne danneggino la sua vocazione misterica ed esoterica, con sovversiva ed delinquenziale.
Il fatto che siano stati rinvenuti rituali e paramenti massonici a casa di alcuni indagati è semplicemente la prova che taluni di questi siano iscritti ad una qualche famiglia massonica, (ma auspichiamo,) non che quest’ultima avallasse la condotta moratoria dei singoli.
Ogni responsabilità penale ove riscontrata, è, e deve rimanere personale, non confondiamo i termini con semplicistici messaggi generalizzanti, di una massoneria vocata a creare malaffare in Italia.
Ci ritorna in mente quando nel 2007 funzionari dello Stato, indagati in un’indagine di recente archiviata per la non sussistenza delle teorie investigative, veniva intercettato e ritenuto un “carrozziere” da quegli stessi investigatori, mentre invece era un Dirigente del sindacato di Polizia ed egli stesso un investigatore in servizio presso delicati uffici investigativi della polizia scientifica.
Per cui stiano attenti i soggetti preposti a far passare il finto messaggio di una massoneria criminale, che può solo danneggiarne l’onorabilità, siamo garantisti, dunque, attendiamo e facciamo lavorare i magistrati, ma che si faccia attenzione a non implicare tutta la Istituzione massonica in fatti che interessano i singoli soggetti, e non è un’aggravante l’appartenenza ad eventuali logge massoniche.
Esprimiamo dunque cautela nell’assumere semplicistiche posizioni aprioristiche e ci diciamo preoccupati quando si usa spregiudicatamente assonare la massoneria ad ogni fatto sociale, per cui siamo certi che sia i giornalisti che riportano le notizie, quantoppiù gli inquirenti che indagano, sapranno dosare gli ingredienti tra il giusto fare informazione e la mistificazione di sodali di un’Istituzione che sopravvive da alcuni secoli, e che ha come valore principe l’Uomo e la sua crescita in funzione della società, nongià quale untori della stessa, ma ricercatori della verità!!
Inviamo la nostra solidarietà a quei FFrr. di quella famiglia massonica che ha in seno eventuali germi del malaffare, rimanendo convinti che essi stessi saranno per primi giudici implacabili e sapranno compatire quanti di loro sono caduti, nella convinzione che non tutti loro siano collusi quanti hanno saputo dissimulare o hanno pensato che previa la loro iscrizione alla massoneria potessero emergere nella società profana, commettendo eventuali fatti per i quali la magistratura sta indagando.
Sarebbe troppo semplice poter prendere solo le distanze, dicendo che la massoneria quella vera dei benpensanti sia talmente impermeabile da non potersi confondere con altre di serie “B”, giacchè anche ciò indurrebbe il profano alla massoneria a credere che tra le colonne di un’officina massonica, si trami la distruzione del mondo.
Auspichiamo dunque una rapida conclusione delle indagini, con la speranza che non inizi una caccia, “l’ennesima” caccia alle streghe!!!
Prof. Dr. Santo Mancuso
Gran Maestro
(Criminologo-Sociologo)















